Il “Regiò”,
come oggi viene chiamato in città, fu costruito
negli anni ’20 per il dopolavoro delle Officine Reggiane,
la grande fabbrica situata di fronte al teatro che negli
anni della guerra arrivò ad avere 12000 dipendenti.
In teatro si rappresentavano commedie di avanspettacolo,
film dell’epoca e fu anche luogo di ritrovo degli
operai.
Nel
1994 è stato rifondato da Don Vittorio Chiari insieme
ai gruppi di volontariato dell’Oratorio Cittadino.
Nato con l’intento di favorire tra i giovani il diffondersi
di una cultura attenta e sensibile alle diverse forme d’arte,
oggi il “Regiò” è conosciuto
oltre i confini della Provincia per le proposte d’altissimo
livello, per essere un centro di cultura popolare e un
palcoscenico privilegiato per testi di impegno sociale
e civile. Sulla sua scena in questi anni Moni Ovaia, Sandro
Lombardi, Marco Baliani, Piera degli Esposti, Franco Branciaroli,
Pamela Villoresi, Laura Curino, Eugenio Allegri, per citarne
alcuni, ospiti in un cartellone che alterna ai testi teatrali,
le nuove compagnie di teatro contemporaneo, il lavoro sul
comico, le clownerie, la musica e abbraccia il pubblico
delle famiglie e quello dei giovani.
Un teatro
per la città non è soltanto occasione per
diffusione di cultura, ma anche luogo di elaborazione,
di incontro con artisti, di progettazione, luogo e tempo
per la formazione. Il “Regiò”, ospita
anche proposte di formazione teatrale ed apre come sempre,
la possibilità di fare della pratica del teatro
un’occasione di aggregazione e di crescita per tante
realtà cittadine, dalle scuole alle associazioni
culturali.
Nei
suoi locali, che ospitano fino a 300 persone, sono state
realizzate anche esposizioni di mostre d’arte pittorica
e fotografica. La sala è inoltre disponibile per
incontri, dibattiti e convegni.
Scheda
tecnica